CCIL 2024 accordo di minoranza!
sottoscritto da una sola sigla su 5 ammessa alla trattativa e senza il parere favorevole della RSU
Il personale boccia l'accordo
Questo referendum dimostra con i fatti che grazie al vostro sostegno le cose possono cambiare
Richiesta riapertura della contrattazione decentrata CCIL 2024
No al Contratto Integrativo: il personale Unipd boccia l'accordo
Voto schiacciante contro l'intesa firmata da Ateneo e CGIL: i lavoratori adesso chiedono trattative trasparenti e un accordo equo
Avremo mai la pensione?
assemblea PTA su RIA maggiorate, pensioni a 70 anni, Fondi Pensione e TFS/TFR
Referendum sul Contratto Collettivo Integrativo, un voto per difendere la democrazia sindacale
Comunicato Stampa
Progressioni Verticali: documenti
https://unipd.fgudipartimentouniversita.org/documenti/progressioni-verticali/

Scatti di dignità

RSU – Università di Bergamo
 
Solo un movimento reale di lavoratori e il supporto delle RSU interne agli Atenei può far
cambiare realmente le cose.


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L’acqua è un diritto?

A Bologna il Sindaco è indagato per aver allacciato i contatori di uno stabile occupato; a Firenze, il gestore pubblico-privato “chiude” il servizio a un condominio in cui risultano alcuni utenti morosi; in Calabria, intanto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas non accetta che un Comune gestisca il servizio in economia, garantendo ai cittadini tariffe molto al di sotto della media nazionale.


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Dobbiamo continuare aparlare del TTIP

Fino a un paio di anni fa, pochissime persone avevano sentito parlare del Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) o delle trattative a esso relative. Era un accordo strettamente riservato a politici, economisti e addetti ai lavori. Paradossalmente, è stata proprio questa mancanza di trasparenza ad aver suscitato l’attenzione della società civile e dei media di tutto il mondo, portando al conseguente movimento globale contro il TTIP cui oggi stiamo assistendo.


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Esistiamo anche noi

 

 

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Infortuni sul lavoro: la Cassazione allarga la tutela

La Suprema Corte di Cassazione (Sez. IV^, sentenza 18 giugno – 9 novembre 2015, n. 44793 – Presidente Romis – Relatore Izzo) e’ tornata recentemente sui limiti della responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni avvenuti negli ambienti di lavoro. La decisione della Corte apre le maglie dele ipotesi di colpa, con notevoli possibilità di ricadute pratiche nelle attività delle diverse figure soggettive che compongono la pubblica amministrazione, innanzitutto, statuisce la Corte, in materia di prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, il soggetto beneficiario della tutela è anche il terzo estraneo all’organizzazione dei lavori, sicché dell’infortunio che sia occorso all”extraneus” risponde il garante della sicurezza, sempre che l’infortunio rientri nell’area di rischio definita dalla regola cautelare violata.



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