La Corte di Cassazione, con la sentenza del 26 novembre 2015, n. 24157 interviene in modo perentorio nel dibattito aperto esattamente dal 2012 sul tema dell’estensione o meno al lavoro pubblico della riforma dell’articolo 18. I giudici della Cassazione non hanno nessun dubbio: «è innegabile che il nuovo testo dell’art. 18 della legge n. 300/70, come novellato dall’art. 1 legge n. 92/12, trovi applicazione ratione temporis al licenziamento per cui è processo e ciò a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione previste dalla legge cd Fornero di cui parla l’impugnata sentenza». La sentenza chiude decisamente la porta alle teorie secondo le quali, invece, la riforma dell’articolo 18 non interesserebbe il lavoro pubblico.

La legge di stabilità, come già scritto nei giorni passati, è un provvedimento complesso e incide sulle singole amministrazioni pubbliche in modo diverso, attraverso diversi articoli e tabelle del provvedimento.
Leggi tutto l'articolo

Miur – 220 milioni nel 2016, – 240 nel 2017, – 200 nel 2018. Un taglio di 660 milioni in tre anni.
Roma – “Sono particolarmente soddisfatta: per l’Università e la Ricerca è davvero un nuovo inizio”. Così diceva il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini in un comunicato del 15 ottobre. Ma frugando tra le ultime pagine della relazione che accompagna la legge di stabilità, si apprende che il ministero che subirà più tagli sarà proprio il MIUR. Alla faccia del nuovo inizio…
Leggi tutto l'articolo

Va detto in premessa che è obiettivamente difficile cogliere chiari ed univoci segnali espansivi nella Legge di Stabilità 2016. E ciò, nonostante le dichiarazioni di sostegno, che appaiono insufficienti, purtroppo, a colmare le tante incertezze e le troppe omissioni rispetto non solo alle legittime attese del mondo del lavoro, ma anche ai reiterati richiami della Corte Costituzionale e degli Organi di giurisdizione contabile. Anche quei contenuti all’apparenza positivi, infatti, finiscono per suscitare fondati dubbi circa un’effettiva loro efficacia sul versante della domanda interna, dei consumi, del lavoro, della crescita, del Mezzogiorno, in definitiva dell’economia reale, in quanto privi di coperture certe e slegati da una chiara e coerente visione strategica a breve e lungo termine.
Leggi tutto l'articolo

C’era una volta la meritocrazia, o almeno c’era la volontà di affermarla, o forse soltanto la corsa a esserne ricordati come i promotori. C’era bisogno di qualità e di merito nell’università – si proclamava all’unisono nei palazzi della politica, sulla stampa che conta, tra gli accademici più meritevoli e baldanzosi.
Leggi tutto l'articolo